Mal di schiena: perché il punto dove senti dolore spesso non è il vero problema
- Alessandro Viganò

- 4 mar
- Tempo di lettura: 2 min
Il mal di schiena è una delle condizioni più diffuse al mondo. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, oltre il 60–70% delle persone sperimenterà almeno un episodio significativo di lombalgia nel corso della vita. Ma c’è un aspetto che spesso viene sottovalutato:
il punto in cui sentiamo dolore non sempre coincide con l’origine reale del problema.
Il corpo funziona come una catena
Il nostro sistema muscolo-scheletrico lavora come una catena integrata. Colonna vertebrale, bacino, anche, ginocchia e piedi sono collegati da strutture muscolari e fasciali che distribuiscono i carichi durante il movimento e la postura.
Quando un segmento perde mobilità o stabilità, il corpo compensa spostando il carico altrove.
Esempio pratico:
Una ridotta mobilità dell’anca può aumentare il carico sulla zona lombare.
Un appoggio plantare scorretto può alterare l’allineamento del ginocchio e del bacino.
Una debolezza del core può far lavorare in eccesso la muscolatura paravertebrale.
Diversi studi pubblicati su riviste come Spine e Journal of Orthopaedic & Sports Physical Therapy evidenziano come la lombalgia non specifica sia spesso legata a disfunzioni biomeccaniche periferiche, non a una “lesione” della colonna in sé.
Dolore non significa necessariamente danno
Negli ultimi anni la ricerca sul dolore ha fatto enormi passi avanti.Le linee guida internazionali (NICE Guidelines, WHO) sottolineano che nella maggior parte dei casi il mal di schiena è aspecifico, cioè non legato a una patologia grave o strutturale.
Il dolore è un segnale complesso, influenzato da:
carico meccanico
infiammazione
stress
qualità del sonno
stato emotivo
condizione fisica generale
Per questo motivo trattare solo il punto dolente può dare un beneficio temporaneo, ma non risolve il problema alla radice.
L’importanza della valutazione globale
Una valutazione efficace non si limita alla zona lombare, ma considera:
mobilità delle anche
funzionalità del piede
equilibrio muscolare
controllo del core
pattern di movimento
stile di vita e attività lavorativa
Questo approccio multidisciplinare è quello oggi raccomandato anche nei percorsi riabilitativi moderni.
Perché il dolore ritorna?
Quando si interviene solo con terapia sintomatica (ad esempio massaggio o antidolorifico), si riduce temporaneamente il segnale doloroso, ma se la causa biomeccanica o funzionale rimane, il corpo continuerà a sovraccaricare la stessa area.
Ecco perché molte persone raccontano:“Mi passa… ma poi torna.”
La vera prevenzione passa da:
riequilibrio muscolare
rinforzo mirato
educazione al movimento
eventuale approfondimento specialistico (ortopedico o fisiatrico, se necessario)
Un approccio integrato fa la differenza
Le evidenze scientifiche più recenti indicano che i migliori risultati nel trattamento della lombalgia si ottengono con:
terapia manuale mirata
esercizio terapeutico personalizzato
progressivo rinforzo funzionale
eventuale supporto diagnostico (come ecografia muscolo-scheletrica nei casi indicati)
Non esiste un trattamento universale valido per tutti: esiste una valutazione corretta che guida la scelta del percorso.
In sintesi
Il mal di schiena non è sempre “un problema alla schiena”.
Spesso è il risultato di un equilibrio alterato nel sistema corpo.
Comprendere la causa reale permette di:
ridurre le recidive
migliorare la qualità di vita
prevenire episodi futuri
Se desideri approfondire la tua situazione o capire l’origine di un fastidio ricorrente, una valutazione mirata può fare la differenza



